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Assegno unico per il neonato: quanto spetta nel 2026 e come chiederlo

Spetta già dal settimo mese di gravidanza, anche senza ISEE. Ecco gli importi in vigore, le maggiorazioni per il primo anno e i passi per non perdere nemmeno un mese di arretrati.

Aggiornato il 13 ottobre 2026 · fonti verificate il 13 ottobre 2026

In breve

L'Assegno unico e universale spetta per ogni figlio a carico già dal settimo mese di gravidanza. In vigore a ottobre 2026 va da 58,30 € al mese (senza ISEE o con ISEE da 46.582,71 €) a 203,80 € (ISEE fino a 17.468,51 €), aumentato del 50% per i figli sotto un anno. Si chiede all'INPS online, con l'app, al numero 803 164 o tramite patronato.

Gli importi in vigore a ottobre 2026

L'Assegno unico e universale (AUU) è il sostegno mensile dell'INPS per ogni figlio a carico. Dal marzo 2022 ha sostituito il vecchio bonus bebè, il premio alla nascita e le detrazioni per i figli. Per chi aspetta un bambino conta una cosa sopra tutte: spetta dal settimo mese di gravidanza.

Situazione (figlio minorenne)Importo mensile per figlio
ISEE fino a 17.468,51 €203,80 € (massimo)
ISEE tra le due soglieimporto decrescente secondo la fascia
ISEE pari o superiore a 46.582,71 € oppure nessun ISEE58,30 € (minimo)
Figlio sotto un anno+50% sull'importo della tua fascia

Fonte: scheda INPS aggiornata al 10 settembre 2026, importi in vigore a ottobre 2026. Gli importi e le soglie sono rivalutati ogni anno.

Il primo anno vale di più

Il D.Lgs. 230/2021 (art. 4, comma 1) prevede che dal 1° gennaio 2023, per ciascun figlio di età inferiore a un anno, gli importi siano aumentati del 50%. Applicando questa regola agli importi 2026, l'assegno per un neonato va da circa 87,45 € a circa 305,70 € al mese (nostro calcolo: 58,30 × 1,5 e 203,80 × 1,5). L'importo esatto lo vedi nel simulatore INPS o nel dettaglio dei pagamenti.

Lo stesso aumento del 50% vale anche per ogni figlio tra uno e tre anni nelle famiglie con tre o più figli e ISEE fino a 46.582,71 €.

Le altre maggiorazioni possibili

L'INPS elenca altre situazioni che aumentano l'assegno:

  • figli con disabilità;
  • madri con meno di 21 anni;
  • entrambi i genitori con reddito da lavoro (anche l'unico genitore lavoratore se l'altro è deceduto, per un massimo di 5 anni);
  • figli successivi al secondo;
  • famiglie con quattro o più figli.

Gli importi esatti di queste maggiorazioni per il 2026 sono nella circolare INPS annuale e nel simulatore: verificali lì, perché cambiano con l'ISEE.

Chi può chiederlo

La domanda la presenta uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, anche se non convive con il figlio. Al momento della domanda e per tutta la durata servono:

  • cittadinanza italiana o UE, oppure un titolo di soggiorno idoneo;
  • essere soggetti all'imposta sul reddito in Italia;
  • residenza in Italia, oppure attività lavorativa in Italia con iscrizione a una gestione previdenziale e contributi in regola.

L'assegno spetta a tutte le categorie: dipendenti, autonome, disoccupate, studentesse.

Come fare la domanda, passo per passo

Buono a sapersi

L'assegno può essere diviso a metà tra i due genitori: basta indicarlo nella domanda, oppure l'altro genitore può entrare con le sue credenziali e aggiungere il proprio IBAN. Il 50% all'altro genitore parte dal mese successivo alla comunicazione. In caso di affidamento esclusivo puoi chiedere il 100%.

Da quando arrivano i soldi

  • Domande presentate dal 1° marzo al 30 giugno: l'assegno spetta con tutti gli arretrati da marzo.
  • Domande presentate dopo il 30 giugno: l'assegno decorre dal mese successivo a quello della domanda.
  • Se presenti la domanda senza ISEE ma poi ottieni un ISEE da una DSU presentata entro il 30 giugno, l'INPS ricalcola e paga gli arretrati dell'anno in corso.

Per un neonato conviene quindi non aspettare: la domanda si può fare già in gravidanza, dal settimo mese.

Cosa cambia nel 2026

  • Gli importi e le soglie ISEE sono stati rivalutati (minimo da 57,50 a 58,30 €, massimo 203,80 €).
  • Dal 1° gennaio 2026 esiste un nuovo ISEE per le prestazioni familiari: l'INPS lo usa per calcolare l'assegno. Se il tuo ISEE è stato fatto prima, controlla di averne uno valido.
  • Non serve una nuova domanda ogni anno: per chi risiede in Italia l'INPS paga d'ufficio se la domanda è accolta.

L'assegno unico e gli altri aiuti

L'assegno non riduce il bonus asilo nido ed è compatibile con gli aiuti in denaro di Regioni e Comuni. Non conta come reddito ai fini IRPEF. Per le nascite dal 2025 con ISEE fino a 40.000 € c'è anche il bonus nuovi nati, una tantum, da chiedere entro 120 giorni. Se non hai un'indennità di maternità, guarda anche l'assegno di maternità dei Comuni e dello Stato.

Domande frequenti delle mamme

Ho già altri figli con l'assegno: devo fare una nuova domanda? No, aggiorni la domanda esistente aggiungendo il nuovo figlio.

Lavoro all'estero o sono arrivata da poco? Se lavori in Italia senza esserci residente, l'assegno è legato alla durata del lavoro in Italia e la domanda va ripresentata ogni anno dal 1° marzo.

Come controllo lo stato della pratica? Dalla tua area MyINPS, con il numero di protocollo della ricevuta: trovi i passaggi nella guida a MyINPS per i genitori.

Tutte queste informazioni sono gratuite e complete qui. Se preferisci avere tutte le pratiche della gravidanza e del primo anno in un unico documento ordinato, con calendario e liste da spuntare, c'è anche la nostra guida.

Le domande dei genitori

Da quando spetta l'assegno unico per un bambino in arrivo?

Dal settimo mese di gravidanza. Puoi indicare la gravidanza nella domanda e poi aggiornarla con i dati del neonato dopo la nascita.

Quanto spetta nel 2026 per un neonato?

L'importo base va da 58,30 a 203,80 € al mese secondo l'ISEE. Per i figli sotto un anno la legge prevede un aumento del 50%, quindi circa da 87,45 a 305,70 € al mese (nostro calcolo sugli importi INPS).

Serve l'ISEE?

No, l'assegno è universale. Senza ISEE ricevi l'importo minimo. Con un ISEE valido ricevi l'importo della tua fascia, e se presenti la DSU entro il 30 giugno recuperi gli arretrati dell'anno.

Devo rifare la domanda ogni anno?

No. Se la domanda è accolta, l'INPS continua a pagare d'ufficio. Devi però rinnovare l'ISEE e comunicare le variazioni, come la nascita di un altro figlio.

Fonti

  1. INPS — Assegno unico e universale per i figli a carico (aggiornato al 10 settembre 2026) verificata il 13 ottobre 2026
  2. Normattiva — D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230, art. 4 (criteri per la determinazione dell'assegno) verificata il 13 ottobre 2026

Mamavela informa; questa guida non sostituisce la tua ostetrica, il tuo medico o il tuo pediatra, che conoscono la tua situazione. Nel dubbio, chiamali. In caso di emergenza: 112.

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