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Dichiarazione di nascita: dove, entro quando e cosa portare

È il primo atto ufficiale della vita di tuo figlio: da lì nascono l'atto di nascita, il nome, la cittadinanza e il codice fiscale. Ecco le due strade, i termini e le scelte da fare prima del parto.

Aggiornato il 13 ottobre 2026 · fonti verificate il 13 ottobre 2026

In breve

La nascita si dichiara entro 3 giorni alla direzione sanitaria dell'ospedale o della casa di cura dove è nato il bambino, oppure entro 10 giorni all'ufficiale di stato civile del Comune di nascita o di residenza dei genitori. La fa uno dei genitori, un procuratore speciale, oppure il medico o l'ostetrica. I genitori non sposati possono riconoscere il figlio nella stessa dichiarazione. Regole in vigore a ottobre 2026.

Le due strade, a confronto

In ospedale o casa di curaIn Comune
DoveDirezione sanitaria del punto nascitaUfficiale di stato civile del Comune di nascita o di residenza
TermineEntro 3 giorni dalla nascitaEntro 10 giorni dalla nascita
Riconoscimento dei genitori non sposatiSì, nella stessa dichiarazioneSì
Cosa succede dopoL'ospedale trasmette tutto al Comune entro 10 giorniL'atto di nascita è formato subito
Se il bambino è nato morto o è morto prima della dichiarazioneNon possibileSolo nel Comune dove è avvenuta la nascita

Fonte: art. 30 del D.P.R. 396/2000, testo vigente su Normattiva, in vigore a ottobre 2026, e pagina « Parto » del Ministero della Salute.

Chi può fare la dichiarazione

  • uno dei genitori;
  • un procuratore speciale (una persona a cui hai dato procura);
  • il medico, l'ostetrica o un'altra persona che ha assistito al parto.

Per formare l'atto di nascita serve l'attestazione di avvenuta nascita, rilasciata dal personale che ha assistito al parto: contiene le generalità della mamma, il luogo, il giorno, l'ora e il sesso del bambino. Insieme all'attestazione, ostetrica o medico compilano il certificato di assistenza al parto (CedAP), che raccoglie le informazioni su genitori, gravidanza, parto e neonato.

In ospedale: la via più comoda

Molte coppie dichiarano la nascita direttamente in ospedale, nei primi giorni. Il direttore sanitario trasmette dichiarazione e attestazione all'ufficiale di stato civile del Comune dove si trova il punto nascita, oppure, su richiesta dei genitori, al Comune di residenza, entro i 10 giorni successivi, anche per via telematica.

In Comune: di nascita o di residenza

Se preferisci, entro 10 giorni puoi andare:

  • nel Comune dove è avvenuto il parto;
  • oppure nel tuo Comune di residenza. Se i genitori risiedono in Comuni diversi, salvo diverso accordo, si va in quello di residenza della madre. Se non porti l'attestazione di nascita, la chiede il Comune al punto nascita.

Genitori non sposati: il riconoscimento

Se non siete sposati, il bambino diventa figlio di entrambi solo con il riconoscimento di ciascun genitore. Le possibilità previste dall'art. 254 del codice civile:

  • nell'atto di nascita, cioè nella stessa dichiarazione, anche in ospedale;
  • con una dichiarazione davanti all'ufficiale di stato civile fatta dopo il concepimento: è il cosiddetto riconoscimento del nascituro, utile se volete che tutto sia pronto prima del parto;
  • con un atto pubblico o un testamento.

Buono a sapersi

Se il papà non potrà essere presente al parto (lavoro all'estero, turni, distanza), il riconoscimento in gravidanza davanti all'ufficiale di stato civile evita corse nei 10 giorni. Chiedi al tuo Comune un appuntamento e quali documenti portare.

Il cognome del bambino

Il codice civile prevedeva che, con riconoscimento contemporaneo, il figlio prendesse il cognome del padre. Con la sentenza n. 131 del 2022, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima questa regola: oggi, quando i genitori riconoscono il figlio insieme, il figlio assume i cognomi di entrambi, nell'ordine da loro concordato, salvo l'accordo, al momento del riconoscimento, di attribuire il cognome di uno solo. Parlatene prima del parto: in sala parto nessuno ha voglia di negoziare.

Il parto in anonimato

La legge rispetta la volontà della mamma di non essere nominata: in questo caso la dichiarazione è resa dal medico o dall'ostetrica. È una scelta che la legge tutela espressamente.

Coppie di donne e famiglie arrivate da poco

Per le coppie di donne le regole sull'indicazione di entrambe le madri nell'atto di nascita dipendono dalla situazione (per esempio dove è avvenuto il concepimento o un'eventuale formazione dell'atto all'estero): chiedi in anticipo all'ufficio di stato civile del tuo Comune. Se l'atto risulta dai registri dello stato civile, la madre intenzionale lavoratrice dipendente ha diritto anche al congedo di paternità obbligatorio.

Se siete cittadini stranieri residenti in Italia, la dichiarazione si fa allo stesso modo; per la trascrizione nel vostro Paese d'origine rivolgetevi al vostro consolato.

Dopo la dichiarazione: cosa succede

Cosa mettere in borsa per la dichiarazione

I Comuni possono chiedere documenti aggiuntivi: un controllo sul sito del tuo Comune prima del parto evita sorprese.

Queste informazioni sono gratuite e complete. Se vuoi tutte le pratiche dalla gravidanza al primo anno in un solo calendario da spuntare, c'è anche la nostra guida.

Le domande dei genitori

Entro quanti giorni si dichiara la nascita?

Entro 3 giorni se la fai alla direzione sanitaria dell'ospedale o della casa di cura, entro 10 giorni se la fai all'ufficiale di stato civile del Comune.

In quale Comune si va?

Nel Comune dove è avvenuto il parto oppure nel tuo Comune di residenza. Se i genitori risiedono in Comuni diversi, salvo diverso accordo, si va nel Comune di residenza della madre.

Non siamo sposati: cosa cambia?

Il padre (o l'altro genitore) deve riconoscere il figlio. Si può fare nella stessa dichiarazione di nascita, anche in ospedale, oppure già in gravidanza con un riconoscimento del nascituro davanti all'ufficiale di stato civile.

Quale cognome avrà il bambino?

Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 131 del 2022, quando entrambi i genitori riconoscono il figlio insieme, il figlio prende i cognomi di entrambi nell'ordine concordato, salvo accordo per darne uno solo.

Fonti

  1. Normattiva — D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396, art. 30 (dichiarazione di nascita) verificata il 13 ottobre 2026
  2. Ministero della Salute — Parto e certificato di assistenza al parto verificata il 13 ottobre 2026
  3. Normattiva — Codice civile, art. 262 (cognome del figlio) con la sentenza della Corte costituzionale n. 131/2022 verificata il 13 ottobre 2026
  4. Normattiva — Codice civile, art. 254 (forma del riconoscimento) verificata il 13 ottobre 2026

Mamavela informa; questa guida non sostituisce la tua ostetrica, il tuo medico o il tuo pediatra, che conoscono la tua situazione. Nel dubbio, chiamali. In caso di emergenza: 112.

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