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Congedo di paternità obbligatorio: 10 giorni, le regole 2026

Per il papà dipendente e, dal 2025, per la seconda mamma di una coppia di donne: quanti giorni, quando, quanto si prende e come avvisare il datore di lavoro.

Aggiornato il 13 ottobre 2026 · fonti verificate il 13 ottobre 2026

In breve

In vigore a ottobre 2026, il papà lavoratore dipendente ha diritto a 10 giorni lavorativi di congedo di paternità obbligatorio, 20 in caso di parto plurimo, pagati al 100% della retribuzione. Si usano dai 2 mesi prima della data presunta del parto ai 5 mesi dopo la nascita, anche a giorni separati ma non a ore. Spettano anche alla madre intenzionale in una coppia di donne.

In breve, in una tabella

DomandaRisposta (in vigore a ottobre 2026)
Quanti giorni10 giorni lavorativi; 20 per parto plurimo
Quanto100% della retribuzione
QuandoDa 2 mesi prima della data presunta del parto a 5 mesi dopo la nascita
ComeAnche a giorni separati, non a ore
ChiPadri dipendenti privati e pubblici, anche adottivi e affidatari; madri intenzionali in coppie di donne
Chi è esclusoPadri autonomi e iscritti alla gestione separata
PreavvisoPer iscritto al datore, almeno 5 giorni prima

Fonti: art. 27-bis del D.Lgs. 151/2001 e scheda INPS sul congedo di paternità obbligatorio.

Chi ne ha diritto

  • I padri lavoratori dipendenti, del settore privato e pubblico, anche adottivi e affidatari (per adozione e affidamento i 5 mesi si contano dall'ingresso del bambino in famiglia o in Italia).
  • Dal 2025, la madre intenzionale in una coppia di donne che risultano entrambe genitori nei registri dello stato civile: lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza 115 del 2025, e l'INPS lo applica.

Il congedo è obbligatorio: non è un favore del datore di lavoro, è un diritto e un dovere. Spetta anche in caso di morte perinatale del bambino, nello stesso arco di tempo.

Quando usarlo: alcune idee

I 10 giorni possono stare tutti insieme o essere divisi. Alcuni papà li usano:

  • subito dopo il parto, per il rientro a casa e i primi giorni di allattamento e notti spezzate;
  • a cavallo della fine della maternità della mamma, per accompagnare il suo rientro al lavoro;
  • in parte prima del parto, per visite o preparativi (da 2 mesi prima della data presunta).

Sono compatibili con il congedo parentale, che il papà dipendente può usare dal giorno dopo il parto, anche mentre la mamma è in maternità. Se il papà prende almeno 3 mesi di congedo parentale, il limite della coppia sale da 10 a 11 mesi.

Per il partner

I primi giorni a casa sono anche i più delicati per la salute della mamma. Durante il congedo, oltre al bambino, tieni d'occhio lei: febbre, sanguinamento abbondante, dolore forte, tristezza che non passa o pensieri cupi sono motivi per chiamare l'ostetrica, il medico o il 112.

Come chiederlo

Buono a sapersi

Metti la comunicazione per iscritto anche se il tuo responsabile è d'accordo a voce: conserva una copia con la data. Ti protegge in caso di contestazioni.

La paternità alternativa

È un'altra cosa: il papà prende tutto il congedo di maternità (o la parte che resta) quando la mamma muore o è gravemente inferma, abbandona il bambino, o quando il bambino è affidato in via esclusiva al padre. Vale anche se la mamma è lavoratrice autonoma; il papà autonomo può chiedere all'INPS l'indennità in questi stessi casi. Se la mamma non lavora, la paternità alternativa termina 3 mesi dopo il parto. In questi casi i 10 giorni obbligatori si aggiungono.

Le tutele del papà

Se usa il congedo di paternità, il papà non può essere licenziato per la durata del congedo e fino a un anno di età del bambino (salvo i casi previsti dalla legge, come colpa grave o chiusura dell'azienda). Se si dimette in quel periodo non deve il preavviso e ha diritto alle indennità previste per il licenziamento. E un licenziamento causato dalla domanda di congedo parentale è nullo.

Una revisione pubblicata su The Lancet Public Health nel 2023 ha trovato che i congedi retribuiti si associano a una migliore salute mentale dei genitori, soprattutto delle mamme (per i papà gli studi sono ancora pochi). Esserci nei primi giorni aiuta anche lei.

Mamavela informa e non è collegata all'INPS; per la tua pratica fanno fede la scheda INPS e il tuo datore di lavoro.

L'ebook sull'Italia ha una parte per il partner, con un modello di comunicazione al datore di lavoro:

Le domande dei genitori

Quanti giorni di congedo di paternità spettano nel 2026?

10 giorni lavorativi, 20 in caso di parto plurimo. Si contano solo le giornate lavorative e sono pagati al 100% della retribuzione.

Quando si possono prendere i giorni di paternità?

Da 2 mesi prima della data presunta del parto fino a 5 mesi dopo la nascita, anche durante il congedo di maternità della mamma. Si possono dividere in più giorni, ma non a ore.

Serve una domanda all'INPS?

Per la maggior parte dei dipendenti privati no: basta comunicare per iscritto al datore di lavoro i giorni scelti, almeno 5 giorni prima. La domanda online all'INPS serve solo quando paga direttamente l'INPS (per esempio agricoli, stagionali, domestici).

I papà autonomi hanno il congedo di paternità?

Il congedo obbligatorio di 10 giorni no: sono esclusi gli autonomi e gli iscritti alla gestione separata. Possono avere la paternità alternativa nei casi gravi (morte, grave infermità o abbandono da parte della madre, affidamento esclusivo).

Fonti

  1. INPS — Congedo di paternità obbligatorio (aggiornata il 13 novembre 2025) verificata il 13 ottobre 2026
  2. Normattiva — D.Lgs. 151/2001, art. 27-bis (Congedo di paternità obbligatorio), testo vigente verificata il 13 ottobre 2026
  3. Normattiva — D.Lgs. 151/2001, art. 28 (Congedo di paternità alternativo), testo vigente verificata il 13 ottobre 2026
  4. Normattiva — D.Lgs. 151/2001, art. 54 (Divieto di licenziamento), testo vigente verificata il 13 ottobre 2026
  5. Heshmati A., Honkaniemi H., Juárez S. P. — The effect of parental leave on parents' mental health: a systematic review, The Lancet Public Health, 2023 verificata il 13 ottobre 2026

Mamavela informa; questa guida non sostituisce la tua ostetrica, il tuo medico o il tuo pediatra, che conoscono la tua situazione. Nel dubbio, chiamali. In caso di emergenza: 112.

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