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Congedo di maternità (maternità obbligatoria): le regole 2026

Quando inizia, come spostarlo, quanto viene pagato e cosa succede se il bambino nasce prima o resta in ospedale. Per dipendenti, con un cenno ad autonome e gestione separata.

Aggiornato il 13 ottobre 2026 · fonti verificate il 13 ottobre 2026

In breve

In vigore a ottobre 2026, la lavoratrice dipendente non può lavorare per 5 mesi: di norma i 2 mesi prima della data presunta del parto e i 3 dopo. Con il via libera del ginecologo del SSN e del medico competente può scegliere 1 mese prima e 4 dopo, oppure tutti e 5 dopo il parto. L'INPS paga l'80% della retribuzione media giornaliera, di solito in busta paga.

Le tre formule possibili

Regole per le lavoratrici dipendenti in vigore a ottobre 2026 (D.Lgs. 151/2001, artt. 16 e 20; scheda INPS):

FormulaPrima del partoDopo il partoCosa serve
Ordinaria2 mesi3 mesiNiente di particolare
Flessibilità1 mese4 mesiAttestazione del ginecologo del SSN o convenzionato e del medico competente
Tutta dopo il parto05 mesiLe stesse due attestazioni

Le attestazioni per la flessibilità o per i 5 mesi dopo il parto vanno consegnate al datore di lavoro, non all'INPS. Alcuni lavori, indicati da un decreto ministeriale, sono esclusi dalla flessibilità.

I casi che cambiano il conteggio

  • Il giorno del parto è un giorno a sé: si aggiunge sempre ai 5 mesi.
  • Bambino nato dopo la data presunta: i giorni tra la data presunta e quella effettiva si aggiungono.
  • Bambino nato prima (parto prematuro o precoce): i giorni non goduti prima del parto si aggiungono dopo i 3 mesi, anche se il totale supera i 5 mesi.
  • Gemelli: la durata del congedo di maternità non cambia.
  • Neonato ricoverato: puoi sospendere il congedo dopo il parto e riprenderlo dalle dimissioni del bambino, una sola volta per figlio, con un'attestazione medica che ti dichiari in grado di lavorare.
  • Gravidanza a rischio o lavoro pericoloso: l'astensione può iniziare prima dei 2 mesi, con un provvedimento dell'ASL o dell'Ispettorato del lavoro. Lo spieghiamo nella pagina sulla maternità anticipata.

Quanto viene pagata

  • 80% della retribuzione media globale giornaliera, calcolata sull'ultimo periodo di paga prima del congedo (di solito l'ultimo mese).
  • Per la generalità delle dipendenti l'indennità è anticipata in busta paga dal datore di lavoro; per alcune categorie paga direttamente l'INPS (la scheda INPS indica quali).
  • Il periodo conta per anzianità, tredicesima e ferie. Ferie e altre assenze non si sovrappongono al congedo.
  • Molti contratti collettivi prevedono un'integrazione fino al 100%: è una regola del tuo contratto, non della legge, quindi chiedi all'ufficio del personale.
  • Dipendenti pubbliche: fanno gli adempimenti con la propria amministrazione, che paga il trattamento.

Il diritto all'indennità si prescrive in un anno dalla fine del congedo: non lasciare la domanda in sospeso.

Chi ne ha diritto

Tutte le lavoratrici dipendenti assicurate all'INPS con un rapporto di lavoro in corso: apprendiste, operaie, impiegate, dirigenti, colf e badanti (con requisiti di contributi), lavoratrici a domicilio, agricole con almeno 51 giornate. Anche le disoccupate o sospese, se il congedo inizia entro 60 giorni dall'ultimo giorno di lavoro (oltre i 60 giorni se percepisci la disoccupazione o la cassa integrazione).

Per adozione o affidamento preadottivo spettano 5 mesi dall'ingresso del bambino in famiglia (o in Italia, per l'adozione internazionale).

Le tue tutele

  • Divieto di licenziamento dall'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno del bambino, salvo casi precisi (colpa grave, chiusura dell'azienda, fine del contratto a termine, esito negativo della prova). Un licenziamento in violazione è nullo.
  • Niente lavoro notturno (dalle 24 alle 6) dall'accertamento della gravidanza fino a un anno del bambino.
  • Dimissioni: se ti dimetti durante la gravidanza o nei primi tre anni del bambino, le dimissioni devono essere convalidate dall'Ispettorato territoriale del lavoro, altrimenti non hanno effetto. Se ti dimetti durante la gravidanza o prima che il bambino compia un anno non devi dare il preavviso e hai diritto alle indennità previste per il licenziamento.

Buono a sapersi

Se il tuo bambino è ricoverato in terapia intensiva neonatale, ricordati che puoi « congelare » i mesi dopo il parto e goderli a casa con lui. Parlane con il medico e con l'ufficio del personale prima di firmare qualsiasi cosa.

Cosa fare, in ordine

Autonome e gestione separata

  • Gestione separata: 2 mesi prima e 3 dopo, con le stesse opzioni (1+4 o tutto dopo, da comunicare nella domanda), indennità all'80% di 1/365 del reddito, pagata direttamente dall'INPS anche se continui a lavorare.
  • Artigiane, commercianti, agricole: indennità per 2 mesi prima e 3 dopo, all'80% della retribuzione giornaliera stabilita per legge per la tua categoria, senza obbligo di smettere di lavorare; la domanda si fa dopo il parto.

Mamavela è un sito di informazione e non è collegato all'INPS. Per dubbi sulla tua pratica: 803 164 da fisso, 06 164 164 da cellulare, oppure un patronato.

Nell'ebook sull'Italia trovi il calendario delle date da segnare e un modello di comunicazione al datore di lavoro:

Le domande dei genitori

Quanto dura la maternità obbligatoria?

5 mesi, più il giorno del parto, che si conta a parte. Se il bambino nasce dopo la data presunta, si aggiungono i giorni in più; se nasce prima, i giorni non goduti si recuperano dopo il parto.

Posso lavorare fino al parto?

Sì, se il ginecologo del SSN (o convenzionato) e il medico competente dell'azienda attestano che non ci sono rischi per te e per il bambino. In quel caso prendi tutti i 5 mesi dopo il parto.

Quanto si prende in maternità obbligatoria?

L'80% della retribuzione media globale giornaliera, calcolata di solito sull'ultimo mese di lavoro prima del congedo. Molti contratti collettivi prevedono un'integrazione a carico del datore: controlla il tuo.

Cosa succede se il bambino è ricoverato dopo la nascita?

Puoi sospendere il congedo dopo il parto, rientrare al lavoro se stai bene (con certificato medico) e riprendere i giorni rimasti quando il bambino viene dimesso. Si può fare una sola volta per figlio.

Fonti

  1. INPS — Indennità per congedo di maternità e di paternità alternativo per lavoratrici e lavoratori dipendenti (aggiornata il 30 maggio 2025) verificata il 13 ottobre 2026
  2. Normattiva — D.Lgs. 151/2001, art. 16 (Divieto di adibire al lavoro le donne), testo vigente verificata il 13 ottobre 2026
  3. Normattiva — D.Lgs. 151/2001, art. 20 (Flessibilità del congedo di maternità), testo vigente verificata il 13 ottobre 2026
  4. Normattiva — D.Lgs. 151/2001, art. 22 (Trattamento economico e normativo), testo vigente verificata il 13 ottobre 2026
  5. Normattiva — D.Lgs. 151/2001, art. 54 (Divieto di licenziamento), testo vigente verificata il 13 ottobre 2026
  6. Normattiva — D.Lgs. 151/2001, art. 55 (Dimissioni), testo vigente verificata il 13 ottobre 2026

Mamavela informa; questa guida non sostituisce la tua ostetrica, il tuo medico o il tuo pediatra, che conoscono la tua situazione. Nel dubbio, chiamali. In caso di emergenza: 112.

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