Maternità facoltativa: cos'è davvero e come usarla nel 2026
Dopo i 5 mesi di maternità obbligatoria, molte mamme vogliono restare ancora a casa. Ecco cosa spetta, quanto viene pagato e come organizzare i mesi con il papà.
Aggiornato il 13 ottobre 2026 · fonti verificate il 13 ottobre 2026
In breve
« Maternità facoltativa » è il nome comune del congedo parentale della mamma. In vigore a ottobre 2026, una mamma dipendente può prendere fino a 6 mesi dopo la maternità obbligatoria, fino ai 14 anni del figlio. Ha 3 mesi indennizzati suoi, non trasferibili, più 3 mesi in alternativa con il papà; 3 mesi di coppia sono pagati all'80% entro i 6 anni, gli altri al 30%.
Obbligatoria e facoltativa: la differenza
| Maternità obbligatoria | Maternità facoltativa | |
|---|---|---|
| Nome ufficiale | Congedo di maternità | Congedo parentale |
| Durata | 5 mesi intorno al parto | Fino a 6 mesi per la mamma |
| Si può rinunciare? | No: il datore non può farti lavorare | Sì, la usi se e quando vuoi |
| Quando | 2 mesi prima e 3 dopo (o 1+4, o tutta dopo) | Dopo la maternità obbligatoria, fino ai 14 anni del figlio |
| Quanto | 80% della retribuzione | 30%, con 3 mesi di coppia all'80% entro i 6 anni |
Regole per le lavoratrici dipendenti, in vigore a ottobre 2026 (D.Lgs. 151/2001 e scheda INPS). Tutti i dettagli sulla parte obbligatoria sono nella pagina sul congedo di maternità; quelli sul congedo di entrambi i genitori nella pagina sul congedo parentale 2026.
Cosa spetta alla mamma, mese per mese
- Fino a 6 mesi di astensione, continui o frazionati, dalla fine del congedo di maternità.
- 3 mesi indennizzati non trasferibili: sono tuoi, il papà non può usarli al posto tuo.
- 3 mesi in alternativa con il papà, anch'essi indennizzati: li prende uno dei due.
- 3 mesi all'80% per la coppia, da usare entro i 6 anni del bambino e dentro i mesi non trasferibili: puoi prenderli tutti tu, oppure dividerli con il papà.
- Mesi oltre i 9 indennizzati della coppia: pagati al 30% solo sotto una soglia di reddito (2,5 volte il trattamento minimo di pensione), altrimenti non retribuiti.
Se sei genitore solo (anche con affidamento esclusivo), hai fino a 11 mesi, di cui 9 indennizzati, e anche a te spettano i mesi all'80%.
Tre modi di organizzarla dopo i 5 mesi
Sono esempi per orientarti, non consigli: la scelta dipende dal tuo lavoro, dal reddito familiare e da come state.
- Subito dopo l'obbligatoria: prolunghi lo stare a casa nei primi mesi, usando prima i mesi all'80%.
- A blocchi: un mese subito, poi giornate sparse per l'inserimento al nido o per i primi mesi di scuola.
- In coppia: il papà usa parte dei mesi mentre tu rientri, anche negli stessi giorni se serve. Se il papà prende almeno 3 mesi, il limite della coppia sale a 11.
Buono a sapersi
Rientrare al lavoro durante il primo anno non significa smettere di allattare, se lo desideri: oltre al congedo esistono i riposi giornalieri per allattamento, fino a 2 ore al giorno pagate come lavoro. Il congedo a ore, però, non si somma ai riposi nella stessa giornata.
Una grande revisione pubblicata su The Lancet nel 2016 (Victora e colleghi) ha riassunto i benefici dell'allattamento per mamma e bambino: avere tempo e permessi per continuare, se lo vuoi, conta. Che tu allatti o usi il biberon, la tua scelta merita rispetto.
Quanto prenderai, in concreto
L'indennità si calcola sulla retribuzione media giornaliera del mese precedente l'inizio del congedo: il 30% per i mesi ordinari, l'80% per quelli maggiorati. Per la maggior parte delle dipendenti è anticipata in busta paga dal datore di lavoro. Il tuo cedolino o l'ufficio paghe possono dirti la cifra esatta: non esiste un importo uguale per tutte.
Come chiederla
Se sei autonoma o in gestione separata
La « maternità facoltativa » funziona diversamente:
- gestione separata: 3 mesi indennizzati tuoi più 3 in alternativa, massimo 9 per la coppia, al 30% di 1/365 del reddito, entro i 12 anni del bambino, non a ore;
- artigiane, commercianti, agricole autonome: 3 mesi ciascun genitore, al 30%, entro il primo anno di vita del bambino.
L'estensione ai 14 anni introdotta nel 2026 vale solo per le dipendenti.
Ricorda le tutele
Il licenziamento causato dalla domanda o dall'uso del congedo parentale è nullo. E se decidi di dimetterti nei primi tre anni di vita del bambino, le dimissioni devono essere convalidate dall'Ispettorato del lavoro: è una protezione per te, non un ostacolo.
Mamavela informa e non è collegata all'INPS; per la tua situazione fanno fede l'INPS (803 164 da fisso, 06 164 164 da cellulare) o un patronato.
Il nostro ebook sull'Italia mette in fila maternità obbligatoria, facoltativa, paternità e domande INPS, con un calendario da stampare:
Le domande dei genitori
La maternità facoltativa è obbligatoria?
No. È un diritto che puoi usare o no, tutto o in parte. Obbligatoria è solo la maternità di 5 mesi intorno al parto.
Quanti mesi di maternità facoltativa posso prendere?
Fino a 6 mesi come mamma dipendente, dentro un limite di coppia di 10 mesi (11 se il papà ne prende almeno 3). Se sei genitore solo, fino a 11 mesi.
Quanto viene pagata la maternità facoltativa nel 2026?
Il 30% della retribuzione media giornaliera per i mesi indennizzati. Per 3 mesi in tutto per la coppia l'indennità sale all'80%, se il bambino ha meno di 6 anni e la maternità o paternità è finita dopo il 31 dicembre 2024 (o il bambino è nato dal 2025).
Posso usarla anche a ore?
Sì: a frazioni di ora se il contratto collettivo lo regola, altrimenti a mezze giornate. Il congedo orario non si cumula con i riposi per allattamento.
Fonti
- INPS — Indennità di congedo parentale per lavoratrici e lavoratori dipendenti (aggiornata il 16 giugno 2026) verificata il 13 ottobre 2026
- Normattiva — D.Lgs. 151/2001, art. 32 (Congedo parentale), testo vigente verificata il 13 ottobre 2026
- Normattiva — D.Lgs. 151/2001, art. 34 (Trattamento economico e normativo), testo vigente verificata il 13 ottobre 2026
- Victora C. G. et al. — Breastfeeding in the 21st century: epidemiology, mechanisms, and lifelong effect, The Lancet, 2016 verificata il 13 ottobre 2026
Mamavela informa; questa guida non sostituisce la tua ostetrica, il tuo medico o il tuo pediatra, che conoscono la tua situazione. Nel dubbio, chiamali. In caso di emergenza: 112.