Depressione post partum nei papà e nei partner
Si parla poco del partner, che regge, lavora, non dorme e spesso non dice niente. Anche lui, o lei, può avere una depressione dopo la nascita. Riconoscerla aiuta tutta la famiglia.
Aggiornato il 13 ottobre 2026 · fonti verificate il 13 ottobre 2026
In breve
Anche il partner può avere una depressione in gravidanza o dopo la nascita: una meta-analisi (Paulson 2010) l'ha trovata in circa il 10% dei padri, più spesso tra 3 e 6 mesi dopo il parto, e collegata alla depressione della mamma. Può mostrarsi come irritabilità, ritiro, troppo lavoro o alcol. Si cura: il primo passo è parlarne con il medico di famiglia.
Quanto è frequente
Una meta-analisi di 43 studi pubblicata su JAMA (Paulson e Bazemore 2010) ha trovato una depressione in gravidanza o dopo la nascita in circa il 10% dei padri, più frequente tra 3 e 6 mesi dopo il parto, con una correlazione moderata con la depressione della madre. In altre parole: non è raro, e spesso arriva quando tutti pensano che «il peggio sia passato».
Come si manifesta
Nei partner la depressione a volte non assomiglia alla tristezza che ci si aspetta:
- irritabilità, scatti di rabbia, impazienza;
- ritiro: stare sempre al telefono, al lavoro o fuori casa;
- stanchezza continua, difficoltà a concentrarsi;
- più alcol, fumo o altre sostanze;
- senso di inutilità, di essere escluso dal rapporto mamma-bambino;
- perdita di interesse per le cose che piacevano;
- disturbi fisici senza una causa chiara (mal di testa, mal di stomaco).
Perché succede
Mancanza di sonno, pressione economica e lavorativa, cambiamento della coppia, aspettative su come «dovrebbe» essere un padre o una madre, poco spazio per parlare di sé. Il Ministero della Salute riconosce il ruolo del padre come sostegno alla mamma, al bambino e alla famiglia nel suo insieme: per poter sostenere, bisogna stare bene.
Cosa fare
- Parlarne: con la tua compagna o il tuo compagno, con un amico, e con il medico di famiglia, che può indirizzarti a uno psicologo o ai servizi della ASL.
- Chiedere al consultorio familiare: molti offrono sostegno alla genitorialità per entrambi i genitori.
- Dormire a turni, proteggere il sonno di entrambi.
- Usare il congedo: il congedo di paternità e il congedo parentale servono anche a questo.
- Ridurre alcol e sostanze, che peggiorano l'umore.
È normale?
È normale sentirsi spaesati, esclusi o arrabbiati nei primi mesi, e non riconoscersi nel genitore che si immaginava. Non è normale restare così per settimane senza parlarne con nessuno.
Per il partner
Se è la mamma a leggere questa pagina: osserva come sta il tuo partner, chiedigli come sta lui, non solo come sta il bambino. E se lo vedi cambiato da settimane, proponi di andare insieme dal medico.
Il tuo primo passo
Le domande dei genitori
Anche i papà possono avere la depressione post partum?
Sì. Una meta-analisi pubblicata su JAMA (Paulson 2010) ha trovato una depressione prima o dopo la nascita in circa il 10% dei padri, con una frequenza più alta tra 3 e 6 mesi dopo il parto.
Se la mamma è depressa, il papà rischia di più?
La stessa meta-analisi ha trovato una correlazione moderata tra depressione del padre e della madre. Per questo, quando uno dei due sta male, vale la pena chiedersi come sta anche l'altro.
Le co-mamme e i partner non biologici possono soffrirne?
Sì, la nascita di un figlio cambia sonno, ruoli, lavoro e coppia per tutti i genitori. Gli studi riguardano soprattutto i padri, ma i segnali e la strada per chiedere aiuto sono gli stessi.
Fonti
- Paulson JF, Bazemore SD (2010), Prenatal and Postpartum Depression in Fathers and Its Association With Maternal Depression, a meta-analysis, JAMA (DOI 10.1001/jama.2010.605) verificata il 13 ottobre 2026
- Ministero della Salute — Secondo anno di vita, il ruolo del padre nella famiglia (aggiornato il 18/12/2024) verificata il 13 ottobre 2026
- Ministero della Salute — Depressione post-partum (aggiornato il 05/04/2024) verificata il 13 ottobre 2026
- Telefono Amico Italia — 02 2327 2327, tutti i giorni 24 ore su 24 verificata il 13 ottobre 2026
Mamavela informa; questa guida non sostituisce la tua ostetrica, il tuo medico o il tuo pediatra, che conoscono la tua situazione. Nel dubbio, chiamali. In caso di emergenza: 112.